Questo è il primo articolo della serie sulle partite “premio di bellezza”, prese dal testo di Le Lionnais (1939). Le note originali sono di Le Lionnais, mentre in blue e corsivo, ho inserito i punti in cui le analisi “umane” e quelle al PC divergono maggiormente.

Torneo di Dresda (Aprile 1926). Apertura Inglese, Sistema Dresda-Nimzowitsch

Note di F. Le Lionnais. In corsivo le analisi di Stockfish 13

Bianchi: Aaron Nimzowitsch ; Neri: Akiba Rubinstein

1. c4   –   c5

2. Cf3  –  Cf6

3. Cc3 –   d5

Rubinstein ama prendere rapidamente una decisione relativamente al centro. Gli amanti delle schermaglie prolungate avrebbero forse preferito 3. Cc6 seguita dal fianchetto di Re e dalla avanzata del pedone di Donna.

4. c4xd5 – Cxd5

5. e4

Questa mossa è stata giocata per la prima volta da Nimzowitsch nello stesso torneo. Per questo chiameremo questo sistema “Sistema Dresda –  Nimzowitsch”, al fine di distinguerlo da altre innovazioni introdotte dallo stesso giocatore. La mossa ha sorpreso tutti: i classicisti la condannano perché, dopo l’avanzata 1.c4, il pedone di donna rimane arretrato e debole. Gli ipermoderni non la approvano, perché fa avanzare il pedone di re ad inizio partita. Alla fine Nimzowitsch rimane solo nella sua scelta, che comunque gli è valsa alcune vittorie eclatanti ed il primo posto nel torneo di Dresda del 1926, con 8 ½ su 9 (davanti ad Alekhine 7, Rubinstein 6 ½, ecc.).

5. … – Cb4.

Anche se la continuazione 5. … – Cxc3. 6. bxc3 – g6 rinforzerebbe il centro del bianco, sarebbe comunque stata migliore della mossa del testo, che fa del cavallo nero un bersaglio e provocherà delle perdite di tempi.

6. Ac4!   

Secondo le teorie classiche questo alfiere rimarrà inattivo, poiché la sua diagonale si infrangerà sulla (immancabile) spinta del nero in e6. Ma è proprio questo quello che Nimzowitsch desidera! La precedente mossa 5. e4 ha senso solo se legata a questa. L’alfiere in c4 “attira” il pedone nero in e6 e li sarà costretto a rimanere, a meno che il nero non voglia veder prolungata la diagonale dell’alfiere fino a f7. Finché il pedone nero rimarrà in e6 il Bianco potrà sia avanzare in e5, sia spingere impunemente in f4. Questa è l’insidia nascosta nel tratto del Bianco.6. … – e6  (vedi Fig.1)

Fig. 1 – Dopo la mossa del nero 6. … e6

Quanti maestri meno prudenti di Rubinstein avrebbero giocato 6. … – Cd3+ ? Dopo di che il Bianco avrebbe comunque ottenuto il vantaggio con 7. Re2! attaccando il Cd3. Ed a 7. …-Cxc1+ sarebbe seguito 8. Txc1 , mentre su 7. …-Cf4+ seguiva 8. Rf1 (minacciando 9.d4). Nonostante la perdita dell’arrocco il vantaggio sarebbe andato al Bianco in virtù del maggiore sviluppo.

7. 0-0 – Cb8c6?

Stupisce questa mossa da parte di un campione così solido e prudente come Rubinstein. 7. … Cb4c6, o 7. … Ae7, o ancora 7. … a6 sarebbero state migliori.  Su  7. … a6 Nimzowitsch vede la continuazione: 8. a3 – Cb4c6; 9. d3 seguito da Ae3.

(è interessante notare che per Stockfish 7. … Cb8c6 è una mossa giocabile; anche dopo una lunga analisi il bianco resta con lo +0,5 che aveva prima del tratto)

8. d3

I sostenitori della concezione classica obiettavano a Nimzowitsch: “Qualunque siano le risorse de <Il mio Sistema>,  sarà comunque affetto dal vizio mortale costituito dal pedone in d3, arretrato e vulnerabile”. La risposta non si farà attendere. Siccome 8. d3 libera la donna in d1, il controllo di d3 consente ai bianchi di minacciare la disarticolazione del lato di donna nero con 9. a3 – Ca6; 10. Axa6 – bxa6.

8. … – Cd4   , forzata. E ora:

9. Cxd4 – cxd4

… e il pedone in d3 sarà quindi al riparo dagli attacchi verticali del nero proprio grazie al pedone nero in d4!

10. Ce2

Facciamo il punto e, con Nimzowitsch, chiediamoci quale sia il ruolo dell’alfiere in c4: da un lato, trattenere il pedone nero in e6, dall’altro minacciare la pericolosa spinta f4-f5. Inoltre, sarebbe un errore considerare il tratto 10.Ce2 come una semplice fuga dopo l’attacco del pedone in d4. Il cavallo in e2 si sposterà in g3 e svolgerà un ruolo analizzato più avanti. Non solo. Il passaggio c2-e2-g3 non costa tempi al bianco, perché il Nero è obbligato a spendere tempi per parare delle minacce. 10. … – a6 (Vedi Fig.2)

Fig. 2 – Dopo la 10° mossa del nero 10. … a6

Questa mossa è necessaria. E ora, qual è la mossa più sottile che il Bianco può giocare ora?

(Stockfish suggerisce invece al nero di prepararsi ad arroccare con 10. …Ae7).

11.Cg3!

Nimzowitsch qui ritiene che per lui sia preferibile che il nero sviluppi l’alfiere campo scuro in d6 piuttosto che in e7. E’ un compromesso: in d6 l’alfiere potrà essere scacciato con il tratto e5, oppure reso inattivo con f4, mentre in e7 l’alfiere fornirà un maggior apporto difensivo. E si, 11. Cg3 forza infatti 11. … – Ad6 perché la naturale 11. … – Ae7 è perdente per il seguito:  12. Dg4 – 0-0 (oppure … Af6); 13. Ah6 – Af6 (oppure … 0-0); 14. Axg7! – Axg7; 15. Ch5 ed il nero si salva dal matto solo sacrificando la Donna

(Qui Stockfish non è affatto preoccupato per 12. Dg4, a patto ovviamente di non arroccare, né di giocare Af6: suggerisce la calma 12. … g6. Certo,  a noi scacchisti “al carbonio” e non “al silicio” come lui, dopo g6 il lato di Re nero appare come un colabrodo. Comunque, in risposta al tratto del Bianco, avrebbe preferito sviluppare l’Alfiere campo-scuro in e7).

11. … – Ad6  

Rubinstein si mostra all’altezza della situazione.

12. f4

Come già detto questa mossa acquista efficacia proprio grazie al fatto che il pedone nero di Re è stato bloccato dall’alfiere in c4.

12. … – 0-0. (Vedi Fig.3)

Fig. 3 – Dopo la 12° mossa del nero 12. … – 0-0

13. Df3

Nimzowitsch dichiara di aver pensato a lungo prima di effettuare il tratto del testo. La scelta era tra tre mosse:

(i) 13. e5, apparentemente la più energica, ma non ottiene però l’effetto voluto dopo 13. …- Ac7!; 14. Dg4 – Rh8!!; 15. Ch5 – Tg8; 16. Tf3 – f5; 17. exf6 – gxf6; 18. Dh4 – Tg6; 19Th3 – De7, seguita da …Ad7 e da …Tag8;

(ii) 13. f5!, minacciando 14. f6;

(iii) Df3! che è la più fertile di conseguenze. L’idea di Nimzowitsch è di ritardare di qualche mossa le spinte e5 e f5,continuare ancora il suo sviluppo con Ad2 e Tae1, e attendere che Rubinstein decida posizione e funzione dei suoi pezzi.

(Stockfish non approva Df3, che perde un punto di valutazione a causa della sgradevole irruzione Cc2: la sua proposta è e5, oppure Ab3, sottraendosi all’attacco sull’alfiere dato dalla spinta in b5).

13. … – Rh8!  Rubinstein sa essere all’altezza della situazione e inaugura un ammirabile piano difensivo, cercando di arrestare, con …f5 l’avanzata dei pedoni bianchi “e” ed “f”.  Ma per poter giocare …f5 occorre spostare il Re nero dell’alfiere in c4, il che prova l’importanza della mossa 6. Ac4 giocata da Nimzowitsch.

14. Ad2 – f5

15. Tae1 – Cc6

16. Te2 (vedi Fig. 4.)

Fig. 4 – Dopo la 16° mossa del bianco 16. Te2

Nimzowitsch si astiene dal prendere una decisione sul centro, accontentandosi di migliorare la sua coesione interna e rimanendo pronto a qualsiasi eventualità. A secondo dei casi potrà avanzare in e5, scambiare exf5 (raddoppiando le sue torri sulla colonna “e”), oppure acconsentire allo scambio fxe4 (raddoppiando le sue torri sulla colonna “f”).

16. … – Dc7 ?  

Fin qui la partita è stata molto corretta e le piccole imperfezioni del nero nelle fasi di apertura non hanno  consegnato al bianco un vantaggio significativo. Questa mossa è invece un errore: occorreva giocare 16. … – Ad7, e se 17. exf5 (e non 17. Ch1, che il bianco giocherà più avanti, a causa di 17. …- e5!), allora 17. …- exf5; 18. Tfe1, con solo un leggero vantaggio al bianco. Il modo in cui Nimzowitsch dimostrerà che 16. … – Dc7 è un errore è uno dei più bei monumenti scacchistici che ci è dato di ammirare .

(questo è un momento interessante, in cui le valutazioni di Le Lionnais divergono completamente da quelle Stockfish, che considera Dc7 buona).

17. exf5

Prima di procedere alla straordinaria manovra che seguirà, è necessario aprire la colonna “e”. 17. … – exf5.
E qui invitiamo i lettori a riflettere su questa posizione ed a cercare la mossa più forte per l’attacco del bianco (vedi Fig. 5).

Fig. 5 – Dopo la 16° mossa del nero 17. …-exf5

18. Ch1 !!!

E voilà, ecco la mossa, una delle più misteriose ed eccentriche mai giocate. Il cavallo parte all’assalto del Re nero attraverso la sequenza h1-f2-h3-g5. Non è surrealista?

(Altro confronto interessante tra l’analisi umana e quella al PC. Per Stockfish questo non è l’inizio di un buon piano: 18. Ch1 è una mossa giocabile ma oscura, è non è tra le prime cinque mosse che suggerisce).

18. … – Ad7

19. Cf2 in rotta verso g5. Il piano di Nimzowitsch non è geometricamente stravagante. Sembra assurdo solo per via del numero di mosse che richiede per portare il cavallo da g3 a g5. E’ chiaro che l’avversario ha tutto il tempo per cercare di prendere contromisure, per esempio, sulla colonna “e”.

19. … – Tae8

20. Tfe1 – Txe2

21. Txe2 – Cd8 (vedi Fig. 6)

Fig. 6 – Dopo la 21° mossa del nero 21. … – Cd8

Rubinstein si accorge ora che 21 … – Te8 ? è debole a causa di 22. Dd5! – Ce7; 23. Df7!, con un attacco penetrante.

22. Ch3 Osservate come ilbianco, che non ha bisogno di spendere tempi per mantenere la sua supremazia sulla colonna “e”, lasci che il suo cavallo si avvicini a grandi passi alla sua meta g5.

22. … – Ac6.

Il nero non può contendere facilmente la colonna “e”. Se infatti 22. …-Te8 segue 23. Dh5-Txe2; 24.Cg5! e il nero rischia il matto se 24. … – h6? 25 Dg6! – hxg5; 26 Dh5 ≠. Per salvarsi il nero deve restituire la torre con 24. …-Txg2+; 25. Rxg2 – Ac6+ con situazione incerta. Da notare la forza dell’Alfiere in c4 (grazie al quale è possibile il matto Dh5).

(Stockfish vede Ac6 come una imprecisione e passa a +1,2 per il Bianco)

23. Dh5 – g6

24. Dh4 – Rg7! Il re nero arriva al momento giusto per difendere le case f6 e h6, liberando l’ottava traversa per permettere la difesa del pedone in h7 tramite la torre. Malgrado tutto la fortezza del nero resta dunque impenetrabile. E ora, cosa avreste giocato per riuscire a penetrarla ed a smantellarla (vedi fig. 7)?

Fig. 7 – Dopo la 24° mossa del nero 24. … – Rg7!

25. Df2!! E’ in queste difficili circostanze che Nimzowitsch è inimitabile. Il bianco sposta solo temporaneamente la Donna da h4 (dove è fondamentale che torni) per farle compiere una piccola missione. La acuta analisi di Nimzowitsch rivela infatti che le risorse difensive del nero poggiano sul controllo delle case e5, e7 e f8 da parte dell’alfiere Ad6. La manovra che segue, deliziosamente diabolica, ha come scopo di deviare l’alfiere Ad6 con due minacce successive. Ecco la prima: l’attacco a d4.

25 … – Ac5              e non 25. …-Db6, perché seguirebbe 26.b4! e poi Ac3! ed il Re Nero è molto esposto.

26. b4  ed ecco la seconda minaccia: l’attacco a Ac5.

26 … – Ab6              con manovra così semplice eppure sottile, l’alfiere campo scuro si trova ora in una posizione avulsa dal gioco, e non sarà più in grado di partecipare alla difesa del lato di Re

(qui Stockfish trova migliore 26. …- Ae7 (il nero prova a resistere), mentre Ab6 è un errore che consegna un +6 al Bianco, che giocando 27. De1 prepara l’irruzione della torre in settima).

27. Dh4 ! (vedi Fig. 8.)

Fig. 8 – Dopo la 27° mossa del bianco 27. Dh4!

E certo! Svolta la sua missione la Donna ora torna dove è desiderata. Questo tipo di manovra, che negli studi scacchistici è detta “switchback” – andata e ritorno – è piuttosto rara in partita

(Stockfish vede invece sempre la continuazione 27.De1, con vantaggio vincente per il bianco).

27. … – Te8             e non27. …- Tf6?, a causa di 28. Cg5 – h6; 29. Ch7!

28. Te5                    una trappola. Se ora 28. …-Txe5 il nero è perso. Il pedone passato e5 non può essere catturato: infatti, dopo 29. fxe5, se il nero gioca 29. …-Dxe5 il bianco da matto in due.

28. … – Cf7              Dopo 28. …-h6 seguirebbe 29. g4! E se 29. … – fxg4 il bianco vince con 30. f5!

(Stockfish suggerisce la difesa 28. … – Dd7).

29. Axf7 !                E cosi termina il lavoro dell’alfiere c4, ed occorre riconoscere che è la tesi di Nimzowitsch a trionfare e che questo alfiere ha reso più servizi di quanti ne avremmo immaginato alla sesta mossa.

29. … – Dxf7

30. Cg5                    Sono occorsi otto turni prima che questo cavallo riuscisse a portarsi da h3 a g5. Ma questa mossa ha molto pesato sulla scelta delle mosse di Rubinstein.

30. … – Dg8

31. Txe8 – Axe8

(per Stockfish questa risposta del nero è un ulteriore errore. Migliore era riprendere con la donna 31. … – De8, ma in ogni caso il vantaggio del Bianco è già vincente).

32. De1 ! (vedi Fig. 9)

Fig. 9 – Dopo la 32° mossa del bianco 32. De1!

Il bianco si serve di nuovo della colonna “e”, stavolta con la Donna. Come dice Nimzowitsch: “c’è odore di matto nell’aria”.

32. … – Ac6             Evitando l’errore 32. …-Rf8 ? a cui seguirebbe 33. De5 – Af8; 34. Ce6+ -Re7; 35.Dc5+!-Rd7 36. Cf8! Ed il bianco vince.33. De7+ – Rh8      La stradadel Nero è costellata di trappole: se 33. … – Rh6 allora 34. Ce6+ minacciando il matto con Dg5. In questa posizione la soluzione vincente è però ancora difficile da trovare. Chi darà il colpo di grazia? (vedi Fig. 10)

Fig. 10 – Il bianco muove e vince

34. b5!!                  Se ora 34. …- Axb5 segue 35. Cf7+ con una devastante serie di scacchi di scoperta. Il nero è obbligato a lasciare l’alfiere in presa. A questo punto avrebbe anche potuto abbandonare.

34. … – Dg7           

35. Dxg7 – Rxg736. bxc6                  con un pezzo di vantaggio, il finale è vinto ma va giocato con precisione (vedi Fig. 11).

Fig. 11 – Dopo la 36°mossa del bianco 36. bxc6

36. … – bxc6

37. Cf3                     in rotta verso il lato di Donna per catturare i pedoni.

37. … – c5

38. Ce5 – Ac7

39. Cc4 – Rf7

40. g3                      difendendo il pedone in f4 e liberando l’alfiere.

40 … – Ad8

41. Aa5                    proponendo lo scambio, che il nero deve evitare assolutamente (ma comunque il finale non lascia scampo).

41. … – Ae7

42. Ac7 – Re6

43. Cb6                    non ci sono voluti molti tempi al bianco per introdursi nel campo dei Neri.

43. … – h6

44. h4 – g5

45. h5                      rifiutando qualsiasi attività sul lato di Re per concentrarsi sulla cattura dei pedoni deoli del lato di Donna.  

45. … – g4

46. Ae5 – Il Nero abbandona (Fig. 12)

Fig. 12 – Il bianco ha giocato Ae5. Il nero abbandona.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.